Nonostante i numerosi dibattiti che infervorano sul tema dell’Adozione in Italia tutelata dalla legge n. 184/83, (modificata dalla legge n. 476/98, nell’ambito dell’adozione di minori stranieri e dalla legge n. 149/01 nell’ambito dell’adozione di minori italiani), sono ancora molte le lacune legislative che rendono complicato il processo delle adozioni.

Attualmente, sono ancora più di 20.000 i minori presenti nelle strutture di accoglienza che attendono di essere adottati.

 

Secondo le stime raccolte dal Centro italiano aiuti all’infanzia, a decorrere dal 2014 il numero delle adozioni è diminuito del 50% rispetto al 2010; fenomeno  negativo ed influenzato dai costi elevati, lunghe trafile burocratiche e banca dati dei minori adottabili non aggiornata.

 

Adozione in Italia: Chi può adottare?

In base alla Legge 149, gli individui considerati idonei all’adozione di minori sono coppie di genitori che hanno contratto matrimonio da almeno tre anni. Mentre non è consentita ancora l’adozione alle coppie di fatto, coppie eterosessuali e single.

La differenza d’età tra genitori e figli adottivi deve essere non inferiore ai 18 anni, entrambi i coniugi dovranno dimostrare di non essere separati e di essere in grado di mantenere il minore.

 

Quali documenti per adozione occorrono?

Prima di procedere con l’adozione di un minore è necessario seguire degli step burocratici.

Il primo dei quali sarà dimostrare l’idoneità all’adozione.

Entrambi i coniugi dovranno presentare i documenti:

  • Dichiarazione dei redditi
  • Certificato di nascita
  • Certificato di matrimonio
  • Dichiarazione di assenso da parte dei genitori dei coniugi
  • Certificato del casellario giudiziale
  • Atto notorio
  • Certificato di salute

presso la Cancelleria del Tribunale dei minori presso la città di residenza.

 

Trascorsi 15 giorni dalla consegna dei documenti, se le condizioni sono valutate idonee il giudice trasmette la documentazione ai servizi territoriali.

Nei successivi 4 mesi, i servizi territoriali prenderanno contatti con la coppia e forniranno un loro rapporto al Tribunale dei minori, mettendo al corrente quest’ultimo anche della condizione socio-economica dei coniugi.
Trascorsi i successivi due mesi dalla ricezione della relazione, il tribunale può convocare la coppia prima di rilasciare l’idoneità all’adozione.

Adozione Nazionale: Procedimento ed abbinamento

Se il giudice ritiene che la coppia sia idonea per l’adozione, quest’ultima verrà inserita in un archivio delle coppie ritenute idonee per l’adozione, in attesa che venga trovato un minore da abbinare.

I minori idonei all’abbinamento sono giovani inferiori ai 18 anni che si trovano in uno stato di abbandono e che sono dichiarati adotttabili dal Tribunali per mezzo di un decreto.

I tempi di attesa per l’adozione possono variare, trascorsi tre anni dalla presentazione della domanda, se la coppia non riceve alcun avviso di abbinamento dovrà ripetere la procedura.

Al momento dell’abbinamento di un minore, la coppia riceverà tutte le informazioni sul bambino: stato di salute psicofica, storia personale del minorenne. Nel caso in cui entrambi i coniugi decidano di proseguire con l’adozione, viene fissato un incontro.

Il procedimento di adozione prevede il “rischio giuridico” ovvero la possibilità che il minore torni alla struttura comunitaria che l’aveva accolto o ad un parente della famiglia d’origine, anche durante il periodo in cui viene assegnato alla famiglia adottiva ma non è stato emesso ancora un Decreto di affidamento preadottivo.In questo caso, i parenti naturali (la madre o altri membri della famiglia fino al quarto grado di parentela) hanno a disposizione 30 giorni per presentare un ricorso alla Corte D’Appello o alla Corte di Cassazione.

Procedimento Preadottivo: cos’è e quale durata ha?

Si definisce affidamento preadottivo il periodo di “adozione provvisoria o periodo di prova” in cui il minore viene affidato alla famiglia affidataria per verificare la compatibilità tra il soggetto adottato e la coppia adottante e che precede l’adozione definitiva.

 

Adozione Internazionale: Procedimento ed abbinamento

I requisiti richiesti per richiedere l’avvio di una procedura di adozione internazionale sono i medesimi previsti dall’Art. 6 della legge 184/83 (modificata dalla legge 149/2001). Affinché un’adozione internazionale possa essere efficace anche in Italia occorre che vengano rispettati tutti i procedimenti previsti dalle leggi nazionali ed internazionali.

Nel caso la coppia venga meno al rispetto delle procedure previste dalla legge, il minore non potrà entrare in territorio italiano e l’adozione non sarà ritenuta valida.

Le tappe del procedimento di adozione internazionale iniziano con la presentazione di una “dichiarazione di disponibilità” presso l’ufficio della cancelleria presso il Tribunale regionale di residenza dei coniugi. Alla dichiarazione andranno allegati:

  • Certificato di nascita di entrambi i coniugi;
    Stato di famiglia;
    Dichiarazione di assenso all’adozione da parte dei genitori della coppia adottante,
    Certificato di morte dei genitori dei richiedenti;
    Certificato di buona salute rilasciato dal medico curante della coppia;
    Certificati economici mod.101 o mod.740 oppure busta paga;
    Certificato del Casellario giudiziale dei coniugi richiedenti l’adozione;
    Atto notorio o dichiarazione sostitutiva in cui venga attestato che i coniugi non siano di fatto separati.

 

I requisiti richiesti alla coppia che si presta ad avviare la procedura di adozione internazionale sono:

  • La coppia richiedente sia coniugata;
    I coniugi risultino essere sposati al momento della dichiarazione di disponibilità
    Non siano soggetti a separazione di fatto;
    Tra i coniugi adottanti e il minore adottato vi sia una differenza massima di 45 anni (e minima di 18)
    Entrambi siano ritenuti idonei e possiedano capacità di educare, istruire e mantenere il figlio adottivo.

Trascorsi 4 mesi dall’invio della documentazione, gli Enti locali andranno a conoscere la coppia di coniugi adottanti ed accertarsi che vi siano tutte le condizioni valide per proseguire con la ricerca di un minore straniero idoneo ad essere adottato.

In questa fase i servizi locali si affiancheranno ai genitori e forniranno tutte le info utili sulla condizione culturale e sulle condizioni di vita dei minori nei loro paesi di provenienza. Dopo aver accertato le condizioni idonee all’adozione, i servizi locali procederanno con il comunicare la loro valutazione al Tribunale, attraverso una relazione.

Quest’ultimo, una volta che avrà ricevuto la relazione può procedere con la convocazione dei coniugi per ulteriori accertamenti, al termine dei quali emetterà un certificato d’idoneità della copia ad adottare un minore straniero.

I coniugi, una volta in possesso del certificato d’idoneità dovranno iniziare la procedura di adozione, rivolgendosi alla Commissione per le Adozioni Internazionali che informeranno la coppia sulle procedure nei paesi in cui operano e sulle condizioni di vita dei minori stranieri in attesa di adozione.

Sarà la stessa Commissione a farsi carico della procedura di adozione internazionale ed informerà i coniugi dell’incontro con il minore straniero, una volta che le autorità del paese d’origine dell’adottato stabiliranno data e modalità dell’incontro stesso. Dopo gli incontri, la commissione trasmetterà al Tribunale la documentazione dl bambino ed il provvedimento emesso dal giudice del paese d’origine dell’adottato.

Dopo l’avvenuta ricezione della documentazione viene programmato l’ingresso del minore straniero in Italia. Trascorso il periodo di pre affidamento, il Tribunale può richiedere la trascrizione definitiva del provvedimento d’idonità sul registro dello stato civile ed il minore diventa a tutti gli effetti cittadino italiano e membro della nuova famiglia.

  • Alcune definizioni:

Adozione Legittimante:

Con “adozione legittimante” si indica il momento in cui il minore viene adottato e pertanto diventa figlio legittimo della coppia. Da questo momento:

  • Il minore porterà lo stesso cognome della coppia adottiva
  • Il minore andrà acquisire la parentela allargata con entrambe le famiglie dei coniugi che lo hanno adottato
  • Il minore reciderà ogni rapporto con la famiglia naturale d’origine.

Adozione Non Legittimante

Con “adozione non legittimante” si indica il caso in cui il minore non diventa figlio legittimo della coppia. Pertanto:

  • Il minore mantiene lo stesso cognome della famiglia d’origine,
  • Il minore, seppur erede della coppia di genitori adottivi, non acquisirà parentela con le famiglie dei coniugi che lo hanno adottato
  • Il minore mantiene alcuni obblighi nei confronti della famiglia d’origine

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