Anche nel caso di una donazione tra coniugi è prevista una tassazione sui beni regalati, sebbene essi siano al di sotto del valore della franchigia, saranno ugualmente scontati al pagamento dell’imposta di registro in misura fissa.

Pertanto l’imposta di registro va pagato in ogni caso, a prescindere dall’imposta di tassazione e qual’ora quest’ultima non sia prevista per la donazione.

Occorre però effettuare una differenza tra:

Imposta sull’atto pubblico della donazione:che avviene in conseguenza all’obbligo di registrazione
Imposta sull’incremento patrimoniale: in seguito alla donazione: In questo caso essa è legata all’incremento della ricchezza del destinatario della donazione.

Parliamo di due tipologie tributarie autonome e distinte regolate quindi da leggi diverse. Se nel primo caso,si farà riferimento alla legge sull’imposta di registro, nel secondo caso si farà riferimento alla legge sulle donazioni dall’altro.
Pertanto, l’applicazione delle franchigie all’imposta sulle donazioni non avrà lo stesso valore sull’imposta di registro.

Proprio per la sua natura gratuita, la donazione tra coniugi non è sempre vista di buon occhio, La Cassazione prevede infatti degli accertamenti per verificare che questo atto gratuito non celi in realtà la simulazione di un atto fraudolento.

Proprio il fatto che la donazione tra marito e moglie sia un atto gratuito genera maggiore diffidenza rispetto ad atti come la vendita, i sospetti aumentino nel momento in cui la coppia sta cedendo alla strada della separazione.

In base alla legge è prevista la prova della simulazione da parte di chi agisce (il creditore, il pubblico ministero, ecc.) per verificare che non vi sia azione fraudolenta nel caso della donazione di beni tra coniugi, anche attraverso la presentazioni di presunzioni: a titolo di esempio si possono ricordare le seguenti presunzioni:

– Se il bene è ceduto tra due individui che hanno tra loro legami di parentela o convivenza ma anche rapporti di amicizia o di lavoro;

– Se in seguito ad accertamento ci si rende conto che il tempo fra l’atto di cessione del bene e il momento in cui il donante ha preso consapevaolezza del pignoramento da parte di creditori o dal Pubblico Ministero;
– Se si ha consapevolezza che il donante usufruisca ancora del bene, anche in seguito alla donazione;
Attraverso queste casistiche si può sospettare che la donazione a titolo gratuito tra coniugi venga fatta soltanto a scopo fraudolento.

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