La successione si apre con la morte del proprietario dei beni. In questo caso le parti coinvolte nell’atto sono sostanzialmente due:

  • Il de cuius ovvero chi possiede i beni che rappresentano l’eredità
  • I successori del de cuius che erediteranno tali beni.

L’eredità rappresenta l’insieme di tutti i beni posseduti o acquistati dal de cuius (iure proprio), non ne fanno parte invece indennità e pensioni.

Riguardo la successione occorre distinguere tra:

  • Colui che rappresenta l’erede e che subentra alla posizione giuridica patrimoniale del defunto proprietario dei beni. In questo caso di parla di successione a titolo universale e l’erede dovrà farsi carico, oltre al valore dei beni acquisiti, anche di eventuali debiti contratti e mai chiusi dal defunto, negli anni. In questo caso, come previsto dalla legge, gli eredi si faranno carico di eventuali crediti d’imposta e tributi
  • Colui, detto legatario, a cui vengono trasmessi diritti determinati e rapporti attribuiti attraverso il testamento. Nel caso del  legatario, la legge non prevede che esso erediti eventuali debiti contratti del proprietario dei beni.

Successione ereditaria: Legittima e testamentaria

La successione ereditaria prevede una suddivisione in

la successione legittima: Regolata non da un testamento ma direttamente attraverso gli artt. 565 e ss. del cod. civ

la successione legittima: Regolata attraverso il testamento olografo, pubblico o privato, segreto o speciale lasciato dal de cuius.

L’insieme dei beni che fanno parte di una successione legittima o ereditaria sono definiti “asse ereditario”. Essi sono individuati in base alla differenza tra il valore dei beni che rappresenta “l’attivo ereditario” e il passivo (tributi, oneri ed imposte ) applicate in misura differente tra eredi e legatari secondo art. 8 del Testo Unico in materia di disposizioni sull’imposta applicabile a successioni e donazioni.

Il patrimonio ereditario è suddiviso tra una quota disponibile, di cui potrà usufruire liberamente il testatore, ed una quota di legittima destinata , per legge, a quei soggetti legati al de cuius da rapporti di parentela o coniugato.

Accettazione eredità minorenni: Giudice tutelare

Il minore per poter usufruire dell’eredità deve ricevere l’autorizzazione dal Giudice Tutelare presso il proprio domicilio. Sarà necessario che i genitori del minorenne o tutori legali presentino una dichiarazione o ricorso in cui vengono descritte le circostanze della successone e la possibilità del minore di diventare erede e pertanto usufruire dei vantaggi patrimoniali di tale eredità. Prima di compiere l’atto di accettazione del patrimonio ereditario, occorre che venga effettuato un inventario dei beni (accettazione con beneficio dell’inventario. Quest’ultima procedura serve per tutelare il patrimonio personale del minore, nel caso i debiti del defunto superino il valore dell’eredità. Il minore è chiamato ad accettare l’eredità entro il periodo decennale a partire dall’anno successivo alla maggiore età.

 

Rinuncia all’eredità

Quando fare rinuncia all’eredità?

In alcuni casi la rinuncia all’eredità può essere l’unica soluzione per non trovarsi a pagare i debiti del defunto responsabile della successione. Quando è opportuno rinunciare all’eredità? Sicuramente nel caso in cui i debiti sono maggiori del valore patrimoniale dell’eredità. Lo si può fare attraverso una dichiarazione ricevuta dal Notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale del circondario.

Chi può richiedere la rinuncia all’eredità?

La rinuncia può essere richiesta da chi ha compiuto la maggior età oppure dai genitori o tutori di un minorenne o di una persona interdetta, inabilitata. la Rinuncia dovrà essere indirizzata al Tribunale del circondario (dove si trova il patrimonio ereditario) o presso un notaio su tutto il territorio.

Per la rinuncia sono previsti dei costi che riguardano il pagamento di:

1 marca da € 16,00 per atti giudiziari;

€ 200,00 per ogni persona che rinuncia all’eredità e destinati al pagamento dell’imposta di registrazione della rinuncia.

 

Qual’è la procedura per rinunciare all’eredità?

  1. Si può avviare la procedura di rinuncia soltanto se si è in possesso della dichiarazione ricevuta dal cancelliere del tribunale o dal notaio, entro tre mesi se ci si trova già in possesso del patrimonio ereditato o entro dieci anni in caso contrario. Per poter fissare un appuntamento per rinunciare all’eredità occorre presentare alcuni documenti: certificato di morte, certificato dell’ultima residenza del defunto, copia del codice fiscale e del documento d’identità (di chi rinuncia e del defunto), autorizzazione del Giudice Tutelare
  2. Consegnare in cancelleria la ricevuta di pagamento della marca da bollo (16€) e delll’imposta di registrazione della rinuncia (200€).

 

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