Casi in cui fare una causa senza avvocato è permesso e casi in cui l’assistenza di un difensore è obbligatoria

Una causa portata in tribunale (quando cioè il giudizio è nelle mani di un giudice) non può essere affrontata senza la presenza degli avvocati. Le parti sono obbligate ad avere un’assistenza legale sia essa sia nel caso di cause civili sia penali. In Italia fare una causa senza l’avvocato è permesso solo se la vertenza viene discussa davanti a un giudice di pace.

Quando l’avvocato non è obbligatorio: cause civili davanti al giudice di pace

In Italia la legge consente di affrontare una vertenza senza avvocati solo nei casi in cui sia possibile e si decida per una risoluzione tramite giudice di pace. Non tutte le cause davanti al giudice di pace possono tuttavia avere luogo senza che le parti siano assistite dal proprio legale:

il valore della controversia deve essere uguale o inferiore a 1.100 €.

Solo nel caso in cui il caso è portato davanti al giudice di pace e l’oggetto della contesa abbia questo valore economico l’avvocato non è obbligatorio. Su richiesta di una delle parti il giudice può dare autorizzazione a procedere anche per valori diversi tenendo conto dell’entità della causa e della sua natura.

Le cause civili per cui si può procedere tramite risoluzione con il giudice di pace sono le dispute condominiali o quelle che hanno come oggetto un bene immobile, risarcimento danni in caso di sinistro stradale, rapporti tra vicini, sanzioni per violazioni al codice della strada. Se una delle parti decide di proporre appello alla sentenza del Giudice di pace e la causa diviene quindi di secondo grado, le parti non potranno più difendersi da sole e dovranno nominare un legale.

Esistono altri 2 casi in cui l’avvocato non è obbligatorio:

Sapere quando l’avvocato non è obbligatorio offre al cittadino la possibilità di scegliere come procedere e di un risparmio mai indifferente. Offre inoltre alle parti in causa la possibilità di imparare alcune dinamiche

Quando l’avvocato è obbligatorio

Tutte le cause portate in tribunale e al cospetto di un giudice rendono obbligatoria la presenza degli avvocati.

L’obbligo della nomina di un legale si presenta anche in fase di negoziazione poiché la legge prevede che anche per avviare un procedimento civile e penale l’invito alla parte tirata in causa debba essere redatto da un avvocato. Per contro anche l’accettazione ad un invito di negoziazione assistita deve essere redatta dal difensore. Le sottoscrizione dell’invito e accettazione possono essere certificate sono dagli avvocati che prendono in carica il caso sotto la loro responsabilità professionale.
Sia in caso di raggiungimento di un accordo sia quando non si giunge ad un compromesso che rispecchi la volontà delle parti in causa, l’avvocato ha delle nuove funzioni obbligatorie da svolgere e portare a termine.
In caso di accordo solo gli avvocati possono redigerlo in conformità della legge, certificare la deposizione delle firme e chiederne autenticazione a un pubblico ufficiale autorizzato in modo che possa ottenere  validità di titolo esecutivo e si possa procedere con l’iscrizione  dell’ipoteca giudiziale.
Il mancato accordo e la volontà di voler procedere con il processo in tribunale rappresentano un ulteriore risposta al quando l’avvocato è obbligatorio. I legali dovranno redigere la dichiarazione di mancato accordo e dare l’avvio al processo in tribunale.

Sono pochi i casi in cui un cittadino possa decidere di difendersi senza un legale mentre sono la maggior parte i quando l’avvocato è obbligatorio. A sottolineare il perché e l’importanza di un’assistenza tecnica e professionale nel caso di giudizi in tribunale è lo Stato stesso che garantisce un difensore d’ufficio per tutti coloro che non possono permettersene uno.

Commenta