Come funziona la successione internazionale e quali le disposizioni dell’UE? 

In materia di diritto internazionale privato si riscontrano spesso delle problematiche nei casi di successioni mortis causa. I contrasti nascono dal fatto che a disciplinare la tematica successoria sono sia la normativa nazionale sia il regolamento UE.

Nello specifico:
Art. 46 e seguenti – Legge 218/1995
Regolamento UE n. 650/2012

Per un aiuto nel disbrigo della successione e ottenimento dell’obbligatorio certificato successorio europeo vi consigliamo di richiedere una consulenza a uno studio notarile e affidare l’incarico ai notai Firenze con maggiore esperienza in diritto comunitario. Tuttavia può esservi utile avere una quadro almeno generale di come si è soliti procedere in caso di incompatibilità delle normative che ovviamente non deve ripercuotersi sui cittadini.

Successioni Internazionali in Italia

La Legge 218 del ’95 – articolo 46 – prevede che in causa di morte, la successione debba essere trattata seguendo la normativa nazionale del de cuius. Il criterio generale in Italia ci dice quindi che se il defunto è Italiano, per la sua successione vada applicata la legge Italiana.

Il regolamento UE sulle successioni Internazionali

Il regolamento UE 650/2012 è entrato in vigore il 5 Luglio dello stesso anno ma trova applicazione solo per le successioni dal 17 Agosto 2015. Nello specifico all’art. 4, viene disciplinato che:

“sono competenti a decidere sull’intera successione gli organi giurisdizionali dello Stato membro in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte”

In caso di contrasto tra una legge nazionale e una internazionale, è il diritto europeo ha prevaricare rendendo non applicabile la normativa nazionale Italiana che tuttavia non viene abrogata. Ciò significa che nel caso di successioni internazionali di persone decedute dal 17/10/2015 va applicata la legge Italiana solo per quegli aspetti del diritto successorio non regolamentato dal regolamento UE.

Il fine del regolamento dell’Unione Europea è quello di semplificare i procedimenti e assicurare alle parti in causa il diritto a beneficiare di quanto dovuto. Essendo il contrasto con le normative nazionali (non solo in riferimento all’Italia) uno degli aspetti più controversi, le norme comunitarie hanno previsto l’istituzione del certificato successorio europeo.

Il certificato successorio europeo conferisce il potere agli eredi (o a chi ne rappresenta i diritti quali notai, avvocati, esecutori testamentari) a esercitare i propri diritti in tutti i paesi facenti parte dell’Unione Europea ad eccezione di Irlanda e Danimarca.

Il regolamento delle successioni Internazionali UE si applica a tutti gli aspetti civili delle successioni patrimoniali di una persona deceduta dopo l’agosto 2015, ma non agli aspetti fiscali (piani pensionistici, donazioni, regimi patrimoniali tra coniugi), amministrativi e questioni doganali.

Altri 3 aspetti importanti delle successioni internazionali

  1. Viene applicata alla successione la legge del paese in cui il de cuis aveva la residenza al momento del decesso eccetto il caso in cui non abbia richiesto diversamente prima della sua morte.
  2. Il regolamento UE 650/2012 è applicabile in egual modo sia ai beni mobili sia ai beni immobili oggetto della successione.
  3. Quanto deciso in uno stato membro viene riconosciuto in tutta l’Unione senza necessità di richiesta o procedimento. Nel caso di decisioni esecutive in un paese diverso da quello in cui sono state emesse occorre che la parte interessata presenti un’istanza al tribunale locale.

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