Riguardo la tutela della disabilità, con l’emanazione della legge del 2004, normativa italiana ha rivalutato ampiamente gli istituiti dell’inabilitazione e dell’interdizione, introducendo anche una figura importante: quella dell’amministratore di sostegno.

A tutti gli effetti, la legge riconosce i genitori come rappresentanti legali dei minori e gli attribuisce potere decisionale ed amministrativo, sia per la gestione dei beni ereditati dai minorenni, sia per quanto riguarda decisioni di vita quotidiana che riguardano strettamente la salute ed il benessere del minore. Mentre per atti di straordinaria amministrazione (vendita di un immobile , riscossione di denaro, accettazione di un bene ereditato) i genitori e tutori di minori dovranno ottenere un’autorizzazione da parte del giudice, in base a quanto previsto dall’art 320 del codice civile.

I genitori avranno anche la responsabilità civile sui minori; quindi la responsabilità di rispondere e risarcire i danni a terzi, causati da atti di negligenza da parte dei minorenni secondo quanto prescritto dall’art 20148 del codice civile.
Mentre per quanto riguarda un reato penale compiuto da un minorenne o da un disabile, in seguito all’accertamento del reato, sarà la persona accusata a risponderne penalmente (sia essa maggiorenne o minorenne). Tuttavia, non sono perseguibili penalmente:
– Minori di età inferiore ai 14 anni,
– Persone ritenute incapaci d’intendere e volere, al momento del compimento del reato.

Leggi a Tutela dei Disabili

La Tutela di persone con disabilità e minori è un tema giuridico soggetto a profonde modifiche negli ultimi anni. Ma facciamo un passo indietro e ricoediamo che:”In generale tutti i minori, indipendementemente dal fatto che essi siano portatori di disabilità o meno, sono soggetti alla potestà dei genitori. Quest’ultimi tutelano il figlio (naturale ed adottivo) fino al raggiungimento dalla maggior età (stabilità per legge a 18 anni).”
Al compimento della maggior età di una persona disabile, sarà compito del Tribunale, di un giudice, riconoscere l’incapacità giuridica della persona in questione. Quindi, provvedere alla nomina di un tutore.

Contrariamente a quanto si pensa, non è necessario richiedere l’interdizione per persone con disabilità intellettive non gravi. Questo anzi potrebbe comportare una serie di svantagg.
In generale, non è necessario richiedere l’interdizione per:

– Richiedere l’invalidità civile della persona disabile
– Richiedere il diritto di accompagnamento
– Riscuotere la somma della provvidenza economica, che potrà essere richiesta da una persona delegata

Inoltre l’interdizione può rappresentare un ostacolo per i diritti di una persona interdetta, in quanto ogni suo atto verrà annullato e non potrà nemmeno contrarre matrimonio secondo gli art 427 e 85.
Anche dal punto di vista lavorativo un interdetto è tutelato dalla legge n.180, esistono delle limitazioni per un interdetto che troverà difficoltà ad essere assunto nell’ambito dell’amministrazione pubblica o in un impiego privato poiché il datore di lavoro dovrebbe accettare la firma di un tutore legale.

 

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