In questi casi è compito del Giudice Tutelare nominare un tutore legale per il soggetto interdetto, scelto all’interno dello stesso nucleo familiare il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, il coniuge o convivente e comunque un parente entro il quarto grado di parentela.
La persona giudicata idonea in veste di tutore non potrà sottrarsi alla nomina, a meno che esso non sia:
già tutore legale
– affetto da malattia grave
– avere un’età maggiore di 65 anni
– genitore di tre figli minorenni.

Oltre al tutore, il Giudice può nominare un altra figura a sostegno della persona con interdetta, un protutore che avrà il compito di rappresentare la persona interdetta nel caso in cui sorgano controversie con il soggetto tutore o nel caso quest’ultimo venga a mancare improvvisamente.

Il processo di interdizione ha inizio con la sentenza di interdizione, che deve avvenire in presenza di un legale, può essere presentata da un  familiare: coniuge, figlio, madre, padre, parenti entro il quarto grado, affini entro il secondo grado, tutore o curatore, pubblico ministero. L’interdizione è un processo che rende il soggetto non più idoneo a compiere azioni giuridiche rivelanti, pertanto, una sentenza di interdizione deve essere richiesta solo in casi veramente gravi. Leggi anche: Tutela Dei Minori Disabili

Quali documenti devono essere presentati per richiedere la sentenza di interdizione?

I documenti necessari per la sentenza di interdizione sono:

certificato di residenza
estratto dell’atto di nascita
stato di famiglia
documentazione medica

La Nomina del Tutore di un Soggetto Interdetto

La nomina del Tutore avviene solo in seguito ad accertamenti, condotti dal Giudice, per accertare l’idoneità del soggetto al ruolo a lui affidato. Prima di ricoprire il ruolo bdi tutore, quest’ultimo presterà giuramento di fedeltà e diligenza.

Tra i doveri del tutore vi è quello di:

prendersi cura dell’interdetto;
fungere da rappresentante del soggetto interdetto in tutti gli atti civili;
fungere da amministratore dei suoi beni ;
procedere alla formazione dell’inventario dei beni dell’interdetto tra cui beni mobili ed immobili, crediti (entro trenta giorni dalla sua nomina a tutore)
tenere regolare contabilità e rendere conto al Giudice Tutelare della situazione dell’interdetto ogni 12 mesi.

 

 

 

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